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Le criptovalute sono halal o haram? Uno sguardo alle opinioni religiose

Le criptovalute sono halal o haram? Presentiamo con imparzialità le tre correnti di pensiero islamico (permissiva, cauta e contraria), con fonti e date, senza esprimere un verdetto religioso.

Team Paperino6 min di lettura

La domanda "le criptovalute sono halal o haram?" è una delle più ricorrenti tra gli utenti arabi e musulmani, ancor prima di muovere il primo passo in questo settore. La risposta onesta è che non esiste, ad oggi, un'opinione unica condivisa dagli studiosi: la materia è recente e intreccia considerazioni giuridiche islamiche, economiche e tecniche complesse. L'obiettivo di questo articolo è presentarti con imparzialità i principali orientamenti religiosi e le loro fonti, non stabilire quale sia corretto né emettere un giudizio al posto tuo.

Questo articolo ha scopo puramente informativo e divulgativo, non è un parere religioso (fatwa). Le questioni di diritto islamico in materia finanziaria competono agli esperti qualificati. Prima di qualunque decisione, consulta uno studioso o un ente di fatwa affidabile che comprenda i dettagli della tua situazione e il tipo di criptovaluta o attività che intendi intraprendere.

Perché gli studiosi sono in disaccordo?

Il disaccordo non è arbitrario: deriva dal fatto che i giuristi islamici valutano le criptovalute secondo criteri giuridici consolidati, ma divergono nella loro qualificazione: si tratta di "beni di valore riconosciuto" (māl mutaqawwam) accettati dal diritto islamico? Sono una moneta, una merce, o un semplice codice digitale? Tra i concetti chiave del dibattito:

  • Il bene di valore riconosciuto: la criptovaluta ha un valore riconosciuto che le persone accettano e con cui effettivamente commerciano?
  • Il gharar (incertezza eccessiva): il grado di ambiguità e la forte volatilità del prezzo, e se raggiungano un livello rilevante.
  • Il riba (interesse): presente in alcuni prodotti, come i prestiti a interesse o certe forme di "deposito" con rendimento garantito.
  • Il maysir (azzardo) e la speculazione pura: entrare nel mercato con l'intento di scommettere sul movimento del prezzo, senza valore o utilità reale.

Sono le diverse valutazioni di questi elementi — non l'ignoranza di essi — ad aver dato origine ai vari orientamenti.

Tre orientamenti principali

Le posizioni pubblicate si possono riassumere in tre ampi orientamenti. La tabella seguente è una semplificazione a scopo orientativo; i dettagli seguono subito dopo:

OrientamentoAutori/enti a cui è attribuito (indicativo)Motivazione essenziale
Permissivo, con condizioniRicercatori come il mufti Faraz Adam e il mufti Muhammad Abu Bakr (2017–2018), e pareri di enti come la Shariyah Review Bureau del BahreinLa criptovaluta può essere considerata un bene di valore riconosciuto e accettato dalle persone; quindi lecita entro determinati limiti
Cauto / sospesoConsessi ed enti giuridici islamici tuttora allo studio della questioneNecessità di ulteriori ricerche e di distinguere tra tipi di criptovalute e usi diversi
ContrarioDar al-Ifta egiziana (2018) e Presidenza per gli Affari Religiosi turca "Diyanet" (2017)Gharar, volatilità, speculazione, assenza di controllo e possibile uso in attività illecite

L'opinione permissiva (con condizioni)

Diversi studiosi contemporanei ritengono che la criptovaluta possa essere trattata come bene di valore riconosciuto, finché le persone ne concordano il valore e la scambiano effettivamente. Tra questi il mufti Muhammad Abu Bakr, nel suo documento diffuso nel 2017, e il mufti Faraz Adam, in analisi successive; sono inoltre stati pubblicati pareri di conformità religiosa da enti specializzati come la Shariyah Review Bureau del Bahrein (2018) per alcuni progetti specifici. Tuttavia questo orientamento non è quasi mai assoluto: è condizionato dall'evitare il riba, il gharar eccessivo e la speculazione pura, e distingue tra una criptovaluta con un'utilità chiara e una basata solo sulla scommessa.

L'opinione cauta / sospesa

Un terzo orientamento non si pronuncia né per la liceità né per l'illiceità, ma sospende il giudizio e raccomanda ulteriori studi, poiché il fenomeno cambia rapidamente e le criptovalute differiscono molto tra loro. I sostenitori di questa posizione tendono a distinguere caso per caso, tra l'uso come mezzo di pagamento o come attivo detenuto e l'uso per la speculazione a breve termine, e chiedono quadri normativi più chiari prima di esprimere un giudizio generale.

L'opinione contraria

Dall'altro lato, sono state pubblicate posizioni contrarie da enti ufficiali: la Dar al-Ifta egiziana ha dichiarato nel 2018 la non liceità dell'uso del Bitcoin all'epoca, basandosi sul gharar, sulla forte volatilità, sull'assenza di controllo e sul possibile uso in transazioni illecite. In precedenza, la Presidenza per gli Affari Religiosi turca (Diyanet), nel 2017, aveva espresso un parere simile, ritenendo inopportuno il commercio di criptovalute in quel momento, per le stesse ragioni. I sostenitori di questo orientamento danno priorità alla prevenzione del danno e alle considerazioni legate a speculazione e incertezza.

Fattori che gli studiosi valutano prima di esprimersi

Buona parte del disaccordo si dissolve quando si nota che il giudizio può variare in base al caso specifico, non a tutte le criptovalute indistintamente:

  1. Il tipo di criptovaluta: una moneta con un progetto reale e un'utilità tecnica chiara è diversa da un token basato solo su hype e speculazione.
  2. La natura dell'attività: acquisizione o scambio di qualcosa di valore, oppure scommessa sul movimento del prezzo?
  3. La presenza di riba: molti prodotti a "rendimento garantito" e i prestiti a interesse pongono un problema indipendente dalla natura della criptovaluta stessa.
  4. Il gharar e l'inganno: la trasparenza e la piena conoscenza di ciò che si sta acquistando sono elementi fondamentali.
  5. La liceità della fonte e della destinazione: un guadagno lecito richiede che siano puliti sia l'origine sia l'impiego del denaro.

Come affrontare la questione in pratica?

In attesa di raggiungere una convinzione tramite un ente di fatwa di fiducia, questi principi generali possono essere utili:

  • Distingui i casi: non chiederti "le criptovalute sono halal?" come blocco unico, ma riferisciti alla specifica moneta e attività.
  • Evita il riba esplicito: qualunque rendimento "garantito" in cambio di un deposito o prestito è la prima cosa da mettere in discussione.
  • Evita la speculazione pura: entrare con l'intento di una scommessa rapida è ciò che più si avvicina a quanto respinto da chi sostiene l'orientamento contrario.
  • Comprendi prima di entrare: se non capisci come funziona qualcosa, il gharar è più vicino di quanto pensi.

Sulla piattaforma Paperino utilizziamo la stablecoin USDT sulle reti TRC20 e BEP20 perché è ancorata a un valore chiaro e molto meno volatile delle criptovalute fluttuanti — questo riduce l'elemento di incertezza, ma non sostituisce il parere di uno studioso qualificato sulla natura di ogni singola attività.

Conclusione

La questione è oggetto di interpretazione giuridica recente, e comprende un'opinione permissiva con condizioni, una cauta e sospesa, e una contraria, ciascuna con le proprie prove, fonti e date. L'onestà intellettuale richiede di presentarle così come sono, senza importi un'opinione. I giudizi citati sopra sono legati al loro contesto e alla loro epoca e possono evolversi: verifica sempre la fonte originale e la sua data.

Avvertenza finale: non basare una decisione finanziaria o religiosa unicamente su questo articolo. Le informazioni qui riportate sono generali e possono cambiare, e le criptovalute comportano rischi finanziari reali che possono arrivare fino alla perdita del capitale. Consulta uno studioso qualificato e un consulente finanziario di fiducia prima di qualsiasi passo, e non investire più di quanto tu possa permetterti di perdere.

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